Questo Sito utilizza cookie in conformità alla cookie policy del Sito e cookie che rientrano nella responsabilità di terze parti.

Cliccando su CHIUDI o chiudendo il banner, acconsenti all’utilizzo di cookie. Per maggiori informazioni o negare il consenso ai cookie di terze parti cliccasu MAGGIORI INFORMAZIONI

Camper Club Italia - Tel: 342 0275672 info@camperclubitalia.it

35mo del CLUB

Quest'anno ricorre il trentacinquesimo anniversario della fondazione del Camper Club Italia, l'annullamento quasi totale del programma di attività 2020 del Club ha comportato anche la rinuncia a celebrare adeguatamente questa ricorrenza che però non vogliamo dimenticare, riportiamo quindi di seguito l'articolo/intervista destinato alla pubblicazione sul nostro notiziario.

35 CANDELINE SUL CAMPER CLUB ITALIA

Coincidenza (Covid 19) vuole che l’anniversario cada in uno degli anni peggiori della vita nazionale ma, proprio per questa ragione, lo si deve festeggiare mostrando la forza e la solidità di un Club come il nostro.
Cominciamo con il ricordare come siamo nati, approfittando di un riassunto ricavato da un’intervista che 10 anni or sono la socia Doris Zirotti fece a due padri fondatori ed ex presidenti, per poi riprendere l’ultimo decennio con l’attuale Presidente: Giancarlo Valenti, figlio d’arte, con sulle spalle ben due mandati da Consigliere e 2 altri da Presidente.
Ecco la sintesi della primitiva intervista:
- Come è nata l’idea di fondare un Club?
A. Manfredini: “Noi frequentavamo il “Campeggio Club Bologna” (l’attuale Relax). Allora eravamo roulottisti ed iscritti al “Motorcaravan Club” di Firenze. Alcuni di noi avevano già acquistato un camper, altri si stavano orientando a seguirne l’esempio perché pensavamo che tale mezzo ci desse più autonomia e maggiore senso di libertà. Col tempo, insieme agli amici, accarezzammo l’idea di riunirci e formare un nuovo Club di soli camperisti”.
F. Valenti: “Il Club nasce perché sentimmo l’esigenza di riunire tutti i fruitori di camper in un luogo di ritrovo che potesse permetterci, oltre a trascorrere serate in allegria, discutere dei problemi riguardanti i camperisti e dei viaggi da realizzare insieme”.
- In quale contesto è nata quest’idea?
A. Manfredini: “Le prime chiacchierate al riguardo le facemmo nella sede del “Campeggio Club Bologna” situato in un appartamento in via Clavature a Bologna. Ricordo che tali discorsi si ripetevano spesso ed erano pieni d’entusiasmo e di sogni. Poi, un giorno, prendemmo la grande decisione di dare vita ad un Club nostro. Ebbe inizio così la nostra grande avventura”.
F. Valenti: “Eravamo cinque “ragazzi” che avevano l’abitudine di frequentare il Campeggio “Relax” di Pian del Voglio e, seduti intorno a un tavolo chiacchierando e sorseggiando una birra, sempre più spesso si tornava sull’idea di dare vita a un Club. Dopo innumerevoli valutazioni si diede inizio all’attuazione del progetto”.
- Chi fu il primo Presidente?
A. Manfredini: “Dopo l’Atto di Costituzione ci fu un periodo di organizzazione che ci portò, l’anno successivo, all’elezione del primo Consiglio. Venne eletto primo Presidente Agostino Bordini. Correva il 14 ottobre 1985”.
- Quali furono le più grandi difficoltà incontrate per concretizzare quest’idea?
A. Manfredini: “Sicuramente la più grande difficoltà fu quella di trovare una sede”.
- Quale è stata la prima sede del CCI?
F. Valenti: “La prima scrivania dell’ufficio di Alberto. Successivamente si ottenne un edificio a Casalecchio di Reno”.
- In che periodo ricopristi il ruolo di Presidente?
A. Manfredini: “Io fui Presidente dall’ 1 Gennaio 1989 fino al 31 Dicembre 1994”.
F. Valenti: “Io dall’1 Gennaio 1995 al 31 Gennaio 1999”.
- Cos’è che più vi ha gratificato nel corso della vostra Presidenza?
A. Manfredini: “La scoperta di tanti amici camperisti”.
F. Valenti: “L’incremento dei Soci che in un anno portò ad iscriversi al nostro Club oltre cento camperisti”.
- E qual è il sogno nel cassetto che non siete riusciti a realizzare nel suddetto periodo?
A. Manfredini: “La mancanza di una sede definitiva che rispondesse alle nostre esigenze”.
F. Valenti: “Una sede adeguata e l’impossibilità di attuare un programma di unificazione d’intenti fra i vari Club di Bologna, che mi ero prefissato”.
- Quali erano le attività che si programmavano allora?
A. Manfredini: “Poiché era indispensabile realizzare un giornalino che portasse le notizie a tutti i Soci, ci organizzammo per farlo. Oltre ai viaggi in camper si organizzavano cene che erano sempre caratterizzate dall’allegria generale. In occasioni speciali si ballava”.
F. Valenti: “Si organizzavano viaggi a breve raggio prediligendo la nostra Regione. Si partecipava a tutte le Fiere dell’Emilia Romagna.
- Parliamo di Giramondo – Chi ebbe l’idea di utilizzare il bellissimo logo che ancora oggi usiamo?
A. Manfredini: “Il nostro giornalino “Giramondo” nasce sotto forma di pieghevole nell’anno 1986 in occasione delle festività di Natale. Io, in collaborazione con un grafico, realizzammo un logo che si adattasse alla Testata. Il risultato fu un globo terrestre fasciato dalla strada su cui posizionammo un bel camperino. Ho amato molto quel Logo e quella Testata e, quando si cambiò l’intestazione del giornalino, fui molto dispiaciuto”.
F. Valenti: “Anch’io amavo “Giramondo” ed anche per me fu una piccola delusione il cambiamento”.
- La sede di Via Michelino come riusciste ad ottenerla?
F. Valenti: “Avevamo l’urgente necessità di trovare una nuova sistemazione per il Club perché il proprietario dell’immobile di Casalecchio stava per darci lo sfratto. Su segnalazione di un Consigliere, che seppe di una possibile cessione di un casale appartenente al Comune e situato nei pressi della Fiera, Alberto si mobilitò per avere ulteriori informazioni e, successivamente, riuscì a farsi ricevere dal Sindaco. Da questi colloqui egli ottenne il permesso di sistemare il Club nell’edificio di via Michelino”.
- Quale fu la prima impressione che vi fece la sede di Via Michelino nel corso del vostro primo sopralluogo?
A. Manfredini: “Disperata... perché i precedenti abitanti si erano sistemati al piano superiore della cascina e, attraverso un buco da loro fatto nel pavimento, buttavano nella camera sottostante tutti i rifiuti e anche le deiezioni”.
F. Valenti: “Catastrofica!!!”
- Quali interventi si fecero per renderla vivibile? E i Soci volontari del Club quale contributo diedero?
A. Manfredini: “Ci fu un grandissimo lavoro fatto con i muratori, piastrellisti, elettricisti e fabbri che costò una notevole cifra di denaro che io, pur di avere una sede, anticipai”.
- Che atmosfera c’era al Club?
F. Valenti: “Durante la mia presidenza c’era un’atmosfera amichevole ed allegra, ma in seguito, a causa dell’ambizione di un Consigliere, si verificò una grossa crisi che ci portò a prendere severi provvedimenti nei confronti della suddetta persona”.
- Alberto, allora Presidente, dopo aver fatto aderire il CCI alla FICM iniziò ad organizzare l’Euroraduno.Qualche ricordo al riguardo?
A. Manfredini: “Ricordi ce ne sarebbero tanti... Nel corso del primo Euroraduno fummo sommersi dall’enorme numero di partecipanti. Mi colpì la consuetudine che avevano i Club d’Oltralpe di offrire doni agli organizzatori. Noi non eravamo abituati a tutto ciò e la sorpresa mi fu molto gradita. Mi colpì anche il grande entusiasmo delle persone”.
- Come vi venne l’idea di gemellare il CCI con il Sud Motorhome?
A. Manfredini: “Il Presidente del SMH era anche il Presidente della FICC e per i buoni rapporti che si erano creati fra noi decidemmo insieme di organizzare un gemellaggio”.
- Oggi il Club è arrivato, attraverso il costante lavoro di molte persone, ad un livello organizzativo e di visibilità nel mondo del Plein Air più che soddisfacenti. Qual è la vostra opinione al riguardo?
A. Manfredini: “Ottimo, ma ho l’impressione che si assumano troppi impegni. Forse bisognerebbe fermarsi un attimo e valutare dove vogliamo arrivare con il ritmo di tanti impegni da soddisfare, anche tenendo conto della crisi di “vocazioni al volontariato” che incombe su tutti i Club”.
- Come vedete il futuro del CCI?
A. Manfredini: “Un pochino ridimensionato e più aperto alle relazioni interpersonali incrementando i gemellaggi con altri Club Italiani ed Esteri (puntando su scambi di visite organizzate, cene o inviti a Fiere)”.
F. Valenti: “Non è facile rispondere ed i tempi sono cambiati. Oggi molti preferiscono viaggiare in camper aggregandosi a un Club. Forse si dovrebbe, con le dovute correzioni di rotta, continuare a lavorare per agevolare i Soci facendo più attenzione a non trasformare il Club in un’agenzia di viaggi”.

Sin qui il sunto dell’intervista ai due Presidenti fondatori.
Ora, sta per suonare la campana del 35° anniversario: tanta strada è passata sotto le ruote del nostro Sodalizio, tante prove, tante esperienze e tanti Soci chiamati a condurre in un regime di volontariato una “macchina” alimentata da entusiasmo e passione.
Ma dove andremo?Per saperne di più lo chiediamo all’attuale Presidente, Giancarlo Valenti, figlio di Nino, uno dei fondatori
- Giancarlo, sei al timone da 6 anni, come hai trovato il Club nel 2014?
Ho trovato un Club con la necessità di aggiornare la gestione, aprendoci ai nuovi canoni della Comunicazione attraverso i “Socials”. In fondo, metà del nostro corpo sociale è sparso per l’Italia.
- Quali erano i tuoi proponimenti all’atto dell’insediamento?
Avrei voluto aumentare la base sociale affinché fra questi scaturisse qualche “volontario” da inserire al lavoro con noi in Consiglio.
- Con la squadra che ti sei trovato a lavorare, sei riuscito a realizzarli?
Sì, c’è stato un significativo aumento di adesioni, grazie anche all’apporto del Team. Ora abbiamo superato quota 300 iscritti.
- Cosa puoi dire sull’annosa questione di una nuova sede?
Sono rimasto molto deluso dall’atteggiamento tergiversante dei funzionari del Comune di Bologna. Anni persi senza concludere.
- Ci sono stati momenti che, con le mani nei capelli, ti sei detto: ‘Ma chi me lo fa fare’?
Sì, ci sono stati quei momenti in cui ho dovuto “condizionare” la mia vita privata con gli impegni del Club.
- Per contro, invece, ci sono stati momenti che ti sei sentito soddisfatto del successo di una tua mossa o decisione?
Sì, ogni volta che vedo il Socio soddisfatto e l’Assemblea approvare il lavoro svolto.
- Ora il Camper Club Italia ha una nuova dimensione e una visibilità internazionale, frutto d’aver avuto già negli anni iniziali uno sguardo lungimirante e dei soci all’altezza per gestire questi rapporti. Tu come intendi procedere?
Vorrei continuare ad espanderci sia in Italia che all’estero. A testimonianza cito il recente gemellaggio con il Club: “Lugo in Camper ATS”, e ancora aprirsi anche ad altri Club, vedi MCB del Belgio dell’amico Giuseppe Dellea.
- E’ obbligo chiederti come hai traghettato il Club nei mesi caldi del Corona Virus?
Abbiamo intensificato gli incontri via Skype invitando anche i Revisori dei Conti, così facendo abbiamo gestito la chiusura. E’ stato invece doloroso annullare le attività sociali (vedi 8 raduni).
- Due parole sull’Euro CCI di Marina di Carrara 2019?
Eh... sia per il nostro Club sia per i partecipanti, questo super-incontro di Marina di Carrara sicuramente sarà un evento che rimarrà a lungo nella memoria dei partecipanti. Ti ricordi l'interesse l’ovazione finale?
Per concludere. A Ottobre ci saranno le nuove elezioni del Consiglio, dove si auspica che tu sarai di nuovo il “Capo equipaggi”. - Cosa ti riprometti?
Operare in continuità con ottimismo e realismo, sperando di avere attorno una valida squadra come ad esempio questa in scadenza.
-  Presidente, ogni intervista di questo genere termina con la domanda: “Il sogno nel cassetto?”
Sogno nel cassetto resterà l’avere la nuova sede... Chissà?!...

Dopo questa carrellata di ricordi, considerazioni e sogni diamoci l’appuntamento al 40° per rivedere insieme questa altra tappa di cammino di un Camper Club ormai adulto, capace, se vuole, di... vincere ogni salita e asperità.


Lucio Benedetti

Area utente


Iscrizione newsletter

captcha 
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo

Contatti

 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
+39 342.0275672
+39 051.6011364
Piazza dei Colori, 14/A - Bologna
Cookie Policy

Seguici